Da una lettera pubblicata oggi su “Il cittadino” firmata da Rodolfo Tagliafierro (commerciante e volto noto di Codogno) si legge:
Gentile Direttore Le scrivo in merito all’articolo pubblicato il 28/10 nella sezione di Codogno, intitolato “Il Comune corre ai ripari”.
Sono rimasto molto perplesso e stupito dalle affermazioni della Sig.ra Ardemagni, dove si leggeva:”un progetto futuro sarebbe quello di aprire bar o pizzerie in periferia per dare un servizio alla gente che abita lontano dal centro storico”.
Volevo fare una domanda: “ma la Sig.ra Ardemagni, che è Assessore al Commercio di Codogno, di commercio che ne sa? Come si può amministrare e gestire un assessorato quando non si conoscono i veri problemi dei commercianti?”
Perché prima di lasciare certe dichiarazioni Assessore, non si fa un bel giro per Codogno, e magari chiede anche il parere a noi commercianti. Altro che riunioni inutili dove non si arriva mai a niente e dove sono tutte prese in giro.
Sarebbe meglio che il Comune corresse ai ripari aiutando gli attuali commercianti, che sono già molti, che soffrono la crisi e che sono in difficoltà. Andando avanti in questo modo, altro che nuove attività, rischiamo di chiudere perché nessuno ci da una mano, anzi veniamo oltremodo ostacolati nel nostro lavoro.
Come dire, prima rilasciamo licenze e facciamo aprire tutti i bar che ne faranno richiesta . Poi, arrangiatevi da soli.
Vede Sig. Direttore, Codogno è una città che ha più bar che posti auto. Con oltre 15 tra ristoranti e pizzerie, abbiamo il maggior numero di licenze di somministrazione (bar/pub) della provincia, toccando, se non mi sbaglio, oltre 80 esercizi pubblici. Inoltre abbiamo colleghi con attività nei paesi confinanti: Fombio, San Fiorano, Casalpusterlengo. Non le sembra eccessivo è già ragionevolmente sufficiente il numero di locali commerciali? L’Assessore Ardemagni ne vuole uno sotto casa?
Aggiungo Sig.ra Ardemagni, noi commercianti durante il periodo invernale cerchiamo di “stare in piedi” aspettando le belle giornate d’estate. Già l’estate, con le pochissime iniziative promosse dal suo Assessorato, e dalle altrettanto tristi di intrattenimento(già perché non si può parlare di cultura), stiamo ormai soffrendo tutti. Già diverse sono state le chiusure di esercizi quest’anno, e Lei vorrebbe incentivarne altre?
Lei che lavoro fa? Cosa ha fatto in questi anni in Comune da Assessore al Commercio? Si è mai presentata nei miei locali? Eppure sono da oltre dieci anni che lavoro nel settore del commercio. Non sarebbe un dovere di un amministratore che svolge una attività pubblica, che prende soldi versati da noi contribuenti, presentarsi presso gli interessati e raccogliere pareri, suggerimenti e/o critiche?
Concludo facendo un appello ai miei colleghi. Tante promesse, fiera di qua, notti di là, fiera d’autunno, giornata di primavera. Ma non ve ne siete accorti che CODOGNO STA MORENDO e che ci stanno prendendo in giro? Tutto questo, per noi che abbiamo investito denaro, tempo e salute, chi dobbiamo ringraziare? Dobbiamo toglierci il cappello di fronte al Comune di Casalpusterlengo che sta aiutando il commercio mantenendo tradizioni popolari, attività estive, dando spazio ed incentivando i suoi commercianti. Vivo è il commercio, viva è la città.
Spero che avrò spiegazioni in merito e che qualche commerciante si faccia avanti invece di arrabbiarsi senza far nulla. E’ ora di guardare in faccia alla realtà.
Distinti saluti
Rodolfo Tagliafierro
Commerciante